Un po’ di storia
Nel XVI secolo, al tempo della Riforma protestante, Vicenza è una cittadina come molte altre in Italia. Nessuno potrebbe immaginare che proprio questo centro possa diventare, pur per un breve periodo, un punto di riferimento per il movimento riformato in Veneto. Crocevia di scambi commerciali, grazie alla presenza di numerose famiglie nobili che accolgono con interesse le nuove idee della Riforma, anche in città e nella provincia, nascono dei piccoli gruppi che, pur non costituendosi ufficialmente come chiese riformate, seguono le idee dei grandi riformatori tedeschi e svizzeri.
Figura di riferimento di tale movimento di idee e di persone è Alessandro Trissino, nipote del grande umanista Gian Giorgio, che intesse relazioni a livello locale ed internazionale, propugnando in particolare le idee della riforma calvinista. Scoperto dall’Inquisizione, sarà costretto a fuggire, prima in Val Chiavenna, poi a Ginevra dove terminerà i suoi giorni. Vicenza dimenticherà presto le idee della Riforma e per quasi tre secoli la presenza protestante nella città sarà inesistente.
Tra i personaggi si ritrova anche la figura di un predicatore evangelico dal nome quanto mai originale: Ismaele Pestagrani. Costui si muove per i paesini e le contrade della provincia di Vicenza, parlando dei martiri dell’Inquisizione e, in particolare, di Pietro Carnesecchi, già segretario di Papa Clemente VII, che aveva poi aderito alle idee della Riforma e, per tale motivo, era stato condannato al rogo nel 1567. I contadini vicentini storpiando il nome del Carnesecchi, soprannominano il predicatore evangelico “Carnesecca”. Pare che Fogazzaro per il suo personaggio si sia ispirato alla figura di Antonio Dalla Fontana, predicatore itinerante della Chiesa metodista, che negli anni precedenti aveva prestato servizio a Vicenza.