“Il fregio sul portale d’ingresso della Chiesa metodista”

Un po’ di storia

Nel XVI secolo, al tempo della Riforma protestante, Vicenza è una cittadina come molte altre in Italia. Nessuno potrebbe immaginare che proprio questo centro possa diventare, pur per un breve periodo, un punto di riferimento per il movimento riformato in Veneto. Crocevia di scambi commerciali, grazie alla presenza di numerose famiglie nobili che accolgono con interesse le nuove idee della Riforma, anche in città e nella provincia, nascono dei piccoli gruppi che, pur non costituendosi ufficialmente come chiese riformate, seguono le idee dei grandi riformatori tedeschi e svizzeri.

Figura di riferimento di tale movimento di idee e di persone è Alessandro Trissino, nipote del grande umanista Gian Giorgio, che intesse relazioni a livello locale ed internazionale, propugnando in particolare le idee della riforma calvinista. Scoperto dall’Inquisizione, sarà costretto a fuggire, prima in Val Chiavenna, poi a Ginevra dove terminerà i suoi giorni. Vicenza dimenticherà presto le idee della Riforma e per quasi tre secoli la presenza protestante nella città sarà inesistente.

Nella seconda metà del XIX secolo, proprio negli anni del Risorgimento italiano, la presenza protestante in Italia ricomincia ad essere percepibile; non solo la Chiesa valdese, che per secoli ha vissuto come in un ghetto alpino in alcune vallate piemontesi, fa sentire la propria voce, ma anche evangelici provenienti da altri Paesi europei. Nella zona di Vicenza opera il missionario metodista Henry James Piggot, che ha fondato a Padova, nel 1866, una locale comunità metodista. A Vicenza la chiesa locale esiste a partire dal 1869, guidata dal pastore Alberigo Bossi. Per circa quarant’anni la comunità si ritrova in spazi di fortuna; nel 1910 viene acquisito, in Contrà San Faustino, nel centro storico della città, il locale nel quale, ancora oggi, la chiesa ha la propria sede. È curioso notare che la presenza metodista a Vicenza era già stata notata anche dai salotti letterari della città. Proprio in quell’anno, infatti, esce il romanzo Leila di Antonio Fogazzaro.
“Il pastore Cesare Rennepont De Michelis con la sua famiglia”
“Il palazzo di Contrà San Faustino, sede della Chiesa metodista”

Tra i personaggi si ritrova anche la figura di un predicatore evangelico dal nome quanto mai originale: Ismaele Pestagrani. Costui si muove per i paesini e le contrade della provincia di Vicenza, parlando dei martiri dell’Inquisizione e, in particolare, di Pietro Carnesecchi, già segretario di Papa Clemente VII, che aveva poi aderito alle idee della Riforma e, per tale motivo, era stato condannato al rogo nel 1567. I contadini vicentini storpiando il nome del Carnesecchi, soprannominano il predicatore evangelico “Carnesecca”. Pare che Fogazzaro per il suo personaggio si sia ispirato alla figura di Antonio Dalla Fontana, predicatore itinerante della Chiesa metodista, che negli anni precedenti aveva prestato servizio a Vicenza.

Il locale di culto si trova in quello che, originariamente, era un magazzino o una piccola bottega: si trattava, al momento dell’acquisto, di uno spazio lungo e basso. Soltanto all’inizio degli anni ’40, l’impegno e i fondi raccolti dal pastore Paride Fava permettono una ristrutturazione radicale della chiesa: il soffitto viene sopraelevato, sono aggiunte quattro vetrate laterali e il portale d’ingresso è arricchito con un fregio in marmo che reca la scritta “Chiesa evangelica di Cristo Re”. All’interno, un affresco sulla parete di fondo e tre lunette laterali, che richiamano le virtù teologali, completano l’architettura molto semplice, conservata ancora oggi. Gli affreschi sono opera di un altro pastore metodista, Venturino Mo.